Il Tonnotto nel Mondo #16 – Sud Africa

Le Tonnotto in South Africa

Il Sud Africa è senz’altro un paese che ha vissuto e vive parecchie contraddizioni. Superati forse i suoi momenti più bui, è adesso annoverato tra le nazioni maggiormente emergenti e fa parlare di sé soprattutto per le sue bellezze naturali. No, non ci stiamo riferendo a Charlize Theron, non solo a lei per lo meno… dato che le bellezze del paese non finiscono con la splendida e bravissima attrice vincitrice di un Oscar.

Questa nazione attira turisti a frotte sia per la natura incontaminata, sia per i mari ricchi di fondali incantevoli e meta di numerosi subacquei.
La vegetazione è varia a seconda della piovosità delle zone del territorio e passa dalla savana alla jungla regalando paesaggi molto suggestivi.
Numerosissime sono le specie animali, anche rare, che ancora si trovano nei parchi naturali dopo la caccia indiscriminata che hanno subito in passato sia da parte degli aborigeni che degli europei: gli springboks (antilopi del Sudafrica), il rinoceronte bianco, l’elefante nel Kruger National Park, i leoni, che vivono liberamente anche nel Trasvaal settentrionale, il gatto selvatico, la lince, il leopardo e il gattopardo, i cobra, i pitoni e ancora i coccodrilli nella sezione nord-orientale del Paese. Gli uccelli sono rappresentati da oltre un migliaio di specie: numerosi sono i pappagalli ed i rapaci.
Molto interessante è anche la cultura: divisa tra quella boera e austera dei primi colonizzatori e le colorate culture aborigene delle etnie bantu.
Una menzione speciale anche agli sport, che devono la loro tradizione alla presenza inglese, tra i quali eccelle il rugby secondo solo all’hockey su prato e al cricket.

E il tonno sott’olio? Che ruolo ha il tonno nella tradizione del Sud Africa? Essendo una grande nazione che si affaccia sul mare, che ama i piaceri della tavola, soprattutto i vini che produce in grande quantità e avendo un clima in molte regioni mediterraneo, ci aspettiamo che anche il tonno abbia trovato la sua giusta collocazione nella tradizione sudafricana.
Siamo andati ad investigare e abbiamo scoperto che questo alimento così sano è apprezzato anche dall’altra parte del mondo e utilizzato spesso per ricette elaborate e molto gustose come il tortino al tonno.

Per preparare questa leccornia occorre creare un composto sbattendo un uovo con 150 ml di latte, semi di senape tritati, prezzemolo e pangrattato. Tritare assieme tonno sott’olio, cheddar, cipolla e unire il battuto al composto, mettere tutto in terrine da forno e infornare a 200° per 30 minuti. Per questa deliziosa ricetta, che tradisce origini inglesi col cheddar e aborigene con i saporiti semi di senape, ringraziamo Charlize e la lasciamo dedicarsi alle sue faccende Hollywoodiane, mentre noi… sazi… andiamo a guardare un po’ di elefanti.

Il Tonnotto nel Mondo #15 – Francia

Le Tonnotto en France

La Francia, si sa, possiede una delle più celebri e rinomate tradizioni culinarie, oltre ad essere patria della nouvelle cuisine.
Alcuni aspetti chiave sviluppati dal movimento culinario transalpino quali l’impiego di prodotti freschi, la cottura a basse temperature e l’attenzione nella presentazione del piatto sono oggi riconosciuti come dogmi fondamentali dai migliori chef internazionali.
Se si pensa agli innumerevoli vocaboli in lingua francese utilizzati ormai nel gergo comune quando si parla di cucina (menù, julienne, gratin, mousse, omelette, vol-au-vent, ratatouille, soufflé per citarne alcune, ma si potrebbe continuare per delle ore…), ci si accorge come i francesi in ambito gastronomico abbiano davvero pochi rivali.

Ma come si comportano i nostri cugini d’oltralpe quando si parla di tonno sott’olio? Saranno in grado di trasformare il contenuto di una lattina in un’opera d’arte? Se dentro quella latta c’è il Tonnotto la risposta è sicuramente affermativa, tuttavia, per avere la controprova ci siamo affidati ad Annette, graziosa insegnante di un’asilo a due passi dalla Tourre Eiffel, la quale ha anche il compito di smascherare i luoghi comuni che dipingono tutti i parigini come snob, coi baffi a punta e una baguette sotto al braccio.

Ed effettivamente Annette, pur essendo parigina doc, è gentile, disponibile e non porta i baffi. Ma proprio quando siamo sul punto di convincerci che questi stereotipi siano tutti falsi ecco che ci propone come ricetta a base di tonno…una baguette; e allora i dubbi restano.

In realtà quello che la nostra amica ci descrive si chiama Pan Bagnat ed è una ricetta tipica delle zone vicine a Nizza. Originariamente il sandwich è farcito con insalata Nizzarda (a base di uova, pomodori, acciughe e olive) ma ne esistono numerose varianti, tra cui una molto famosa a base di tonno.
Si comincia tagliando il pane a metà e privandolo della mollica, ciascuna metà andrà poi condita con un filo d’olio e strofinata con mezzo spicchio d’aglio in modo da lasciare l’aroma. In una delle metà si dispongono inoltre delle foglie di basilico. Quindi si passa al condimento che si ottiene mischiando il tonno sott’olio insieme con un peperone rosso, olive nere, cuori di carciofo sott’olio e una piccola cipolla rossa, il tutto tagliato in maniera molto sottile. Completano il ripieno prezzemolo tritato e una vinaigrette a base di olio e limone. Dopo aver ben amalgamato gli ingredienti, si dispone il composto sulla parte di pane con le foglie di basilico, si chiude con l’altra e voilà…il gioco è fatto (o, se preferite,  le jeux sont fait).

Che si tratti di un esempio di nouvelle cusine un po’ sui generis non c’è dubbio ed è vero che anche l’occhio vuole la sua parte; però è anche bene ricordare come spesso non sia necessario apparire belli per essere buoni.
Dopo questa grande massima di vita che il Tonnotto ripete spesso non ci resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima, nonché ahimé ultima, puntata della nostra rubrica su come si mangia il tonno nel mondo.
A presto, anzi au revoir.

Il Tonnotto nel Mondo #14 – Croazia

Tonnotto u Hrvatskoj

La Croazia è una giovane nazione di appena 21 anni, essa infatti ha fatto parte della Jugoslavia fino al 1991, anno in cui si è resa indipendente.

Dal 1° luglio 2013, inoltre, entrerà a far parte dell’Unione Europea; è bene quindi che iniziamo a conoscere i nostri futuri concittadini. Se però, da un lato, la Croazia è indubbiamente famosa come meta turistica grazie alle splendide spiagge e  alla natura che regna incontaminata all’interno dei numerosissimi parchi naturali, dall’altro risultano molto meno conosciute tradizioni e usanze di un paese che ha fatto parte del glorioso Regno d’Ungheria.

Noi del Tonnotto, naturalmente, non potevamo fare a meno di interessarci all’aspetto gastronomico e, mentre eravamo alla disperata ricerca di qualcuno in grado di darci qualche dritta sulla cucina croata, ci siamo imbattuti in Philip, studioso di linguistica italiana originario di Spalato ma residente a Monaco di Baviera, il quale in un perfetto italiano (il che ha rappresentato una benedizione considerando quanto è complicato il croato..) ci ha parlato di una delle ricette più comuni nel suo paese natale.

Il piatto in questione è tipico della Dalmazia, la regione bagnata dal mare Adriatico, e prevede di gustare i tranci di tonno (sott’olio o al naturale) dopo averli disposti su un letto di blitva (bietole) e krumpir (patate).

Il contorno in questione si prepara cuocendo in padella le patate a tocchetti con un filo d’olio per un paio di minuti, aggiungendo quindi le bietole, tagliate allo stesso modo, e insaporendo con un trito a base di olio d’oliva, aglio, sale e pepe. Infine si mescola il tutto e si serve tiepido dopo aver adagiato i tranci di tonno sul suddetto composto.

I Dalmati, che non sono quelli del La carica dei 101 bensì gli abitanti della Dalmazia, ne vanno ghiotti e, viste le radici prettamente mediterranee del piatto, siamo certi che coloro i quali avranno voglia di provarlo ne resteranno piacevolmente soddisfatti.

Philip ce lo ha assicurato, e come potremmo non fidarci di un esperto di linguistica italiana, per giunta Dalmata?

Il Tonnotto nel Mondo #13 – India

Tonnotto in India

L’India è da sempre una terra considerata misteriosa, un enorme sub continente ricco di tradizioni, di storia, di magia e di fascino come pochi altri posti sulla Terra.

Tante sono le suggestioni che hanno arricchito la letteratura come il cinema e l’arte provenienti dall’India e questo grande paese, ora anche nel bel mezzo di un boom senza precedenti, ha cominciato da qualche decennio a intrigare il nostro palato oltre che la nostra curiosità e sete di mistero.

Sì perché la millenaria cultura indiana, oltre ad averci dato monumenti incredibili come il Taj Mahal: il malinconico e strabiliante sacrario di una stupenda storia d’amore, oltre ad averci lasciato la mirabolante architettuta Moghul, le bellissime opere letterarie dei Veda, le opere epiche del Mahabharata del Ramayana e dei Purana… per non parlare del Kamasutra, ha ormai invaso l’occidente con i suoi ristoranti e con la sua cucina.

Le variopinte spezie orientali, che già avevano affascinato anche i nostri antenati e che furono motivo di fiorenti commerci e talvolta anche di sanguinose guerre, sono come i colori di un grande pittore nella meravigliosa tavolozza della buona tavola e molti tra noi hanno ormai avuto modo di provare svariate ricette indiane nei tanti ristoranti che popolano la nostra penisola.

Non molti di noi però sanno che anche il tonno in scatola è un ingrediente molto apprezzato e i nostri amici Mantosh e Rohit sono qui con noi per darci qualche informazione in più e qualche consiglio per apprezzare questo alimento a noi molto caro, ma con una punta di esotismo decisamente più marcata di quanto non abbiamo immaginato finora.

Tra le tante abbiamo deciso di proporvi queste due ricette molto particolari:

Tonno fritto indiano: che si prepara impanando i filetti di tonno in scatola con una panatura di peperoncino in polvere, semi di cumino, zenzero, aglio, pasta di coriandolo, peperoncini verdi (tutti polverizzati a pestello), olio, succo di limone e friggendoli su ambo i lati per pochi minuti per poi guarnirli con coriandolo, cipolla e peperoncino verde.

E tonno allo zenzero e riso fritto: che si prepara friggendo i filetti di tonno con olio d’oliva a fuoco lento, aggiungendo zenzero,  peperoncino verde tagliato in piccoli pezzi, sale, peperoncino rosso in polvere e del riso bollito. Si continua a friggere facendo mantecare tutto insieme.

Come vedete siamo anni luce lontani dalle nostre tradizioni eppure siamo partiti dallo stesso tonno che consumiamo qui da noi.

Un guizzo di fantasia, di colore e di profumi… che forse ci mancava.


Il Tonnotto nel Mondo #12 – Germania

Tonnotto in Deutschland

La Germania la conosciamo tutti: è il paese dell’efficienza, della disciplina, del senso del dovere, dello spread e di tante altre belle cose…
Forti e fieri, i teutonici hanno sempre avuto una storia bellicosa e sono sempre stati famosi per la loro determinazione e per il loro animo coriaceo… si pensi ai vari ordini cavallereschi, alle fortissime truppe prussiane, etc, etc…
Nonostante questo anche l’arte, la letteratura e la filosofia hanno uno spazio enorme nella vita dei Tedeschi, basti pensare a personaggi come Kant, Hegel, Schopenhauer, o a correnti artistiche come lo Sturm und Drang o il Bauhaus, o anche alla fisica, avendo dato i natali ad Albert Einstein…
Ma cosa mangeranno i Tedeschi per riuscire ad esprimersi così bene in così tante discipline?
Ecco… diciamo che forse sono tanto bravi nelle altre cose perché in cucina non si impegnano moltissimo e per… sublimare, si dedicano alle discipline più varie per non pensare a cosa li aspetta a tavola…
Stiamo scherzando ovviamente, facili stereotipi a parte, anche la cucina tedesca offre diversi spunti di golosità… le tavole bavaresi ad esempio sono zeppe di ogni ben di Dio… purché sia di origine suina. Ma se la carne di maiale è il piatto forte che fa bella mostra di sé sotto forma di ogni tipo di wurstel, o salsiccia, o stinco, etc… poco o nulla l’opinione pubblica conosce riguardo a come i Tedeschi apprezzino mangiare il pesce e, nel nostro caso, il tonno sott’olio.
Per far fronte a questa intollerabile mancanza, abbiamo chiesto ad Ana, una nostra giovane amica di Stoccarda che ha avuto la ventura di studiare in Italia per un anno e conosce bene la lingua del belpaese.
Dobbiamo dire come premessa che ci tremavano un po’ i polsi all’inizio, perché abbiamo letto di stupendi brasati coperti poi con marmellate e confetture e temevamo che questo ardito gusto germanico per l’agrodolce avesse coinvolto anche il consumo di tonno, ma la dolce Ana ci rassicura subito con un sorriso e ci racconta che le abitudini tedesche in ambito ittico sono tutt’altro che distanti dalle nostre.
Come consumano il tonno? Prima di tutto in insalata, proprio come alle nostre più temperate latitudini e anche il condimento annovera sempre più spesso il nostro apprezzato olio d’oliva.
Pare che vadano ghiotti di tonno sott’olio anche per preparare sughi per la pasta e che molto spesso lo si usi anche per farcire e guarnire la pizza.
Che dire… tutto perfetto, ci siamo guardati intorno per assicurarci di essere realmente a Stoccarda e tutto era al proprio posto: lo Staatstheater c’è… la Stiftskirche Stuttgart eleva le sue torri al cielo… ma allora è tutto a posto! Le abitudini teutoniche in ambito tonno sono realmente simili e compatibili con le nostre!!! Forse questo è un piccolo passo avanti per quell’unione culturale che renderà l’Europa unita una realtà o forse ci stiamo facendo prendere un po’ la mano, ma quando si parla di tonno, lo sapete, noi ci lasciamo appassionare.

Il Tonnotto nel Mondo #11 – Ucraina

Tonnotto in Ukraina

L’Ucraina è un paese che fino a pochi anni fa per noi era ancora misterioso e poco conosciuto. Prima del crollo del muro di Berlino era considerata “solo” una delle tante repubbliche che costituivano L’U.R.S.S. e dopo il crollo del muro, per la sua posizione più orientale rispetto alle più note Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, etc., è rimasta una meta meno nota per gli Europei occidentali.

Eppure tanti momenti della storia di questo paese si intrecciano in qualche modo col nostro: abitata da coloni Greci e da Sciti in tempi antichissimi, fu poi conquistata dai Sarmati, abili cavalieri che ebbero spesso a che fare con l’Impero Romano… dapprima in modo non proprio pacifico, poi come alleati non assoggettati a Roma. Anche in tempi più recenti L’Italia e L’Ucraina ebbero modo di comunicare: dopo la guerra di Crimea, infatti, molti Italiani rimasero a vivere là fino alle deportazioni effettuate durante la seconda Guerra Mondiale.

L’Ucraina oggi è molto vicina a noi, molti Ucraini lavorano in Italia e questa nazione, un tempo lontana, adesso ci sembra più nota, più vicina.

Tamara, una nostra amica che abbiamo conosciuto da poco e con la quale, per ora, ci confrontiamo solo in lingua inglese, ci racconta della sua visione del nostro paese e ci spiega qualcosa anche del suo. La lingua in particolare, molto più dolce del russo, è considerata tra le più musicali al mondo al pari della nostra. Molte abitudini sia di costume, che alimentari, stanno cambiando in Ucraina anche per effetto dell’apertura all’occidente e l’Italia è tra i paesi di riferimento di questo cambiamento culturale.

Il tonno sott’olio in scatola è una relativa novità per il popolo ucraino. Tamara ci spiega che sono circa 10 anni che si trova regolarmente sul mercato e il consumo di questo alimento si è diffuso capillarmente solo negli ultimi tempi. Pare che il tonno in scatola sia servito preferibilmente in momenti lieti come le vacanze o talvolta per i compleanni. Il consumo di tonno, non avendo profonde radici nella cultura e nella cucina locale, risente delle abitudini mediterranee e la popolazione ucraina ha sostanzialmente fatto proprie queste abitudini, con qualche piccola variazione per adattarle ai gusti del luogo. Oltre che con la pasta, il tonno in scatola viene spesso preparato in insalata ed è qui che maggiormente si riscontrano gli adattamenti con gli ingredienti tipici dell’est europeo.

Tamara ci parla di un’insalata di tonno, uova sode, cetrioli e cipollotti, mantecata con olio e panna acida, di un’altra preparata con tonno, cavolo e carote tritati, ma la sua preferita resta una variante dell’insalata Mimosa preparata con le mele e servita come una specie di sformato. Per questa insalata a strati di ingredienti separati, servono, oltre al tonno in scatola, mele tagliate a fette sottili, carote, uova sode (in uno strato i tuorli tritati e in un altro gli albumi tritati), patate lesse, il tutto con un filo d’olio d’oliva e una spruzzatina di limone.

Il Tonnotto nel Mondo #10 – Gran Bretagna

Tonnotto in U.K.

In questo caldissimo agosto, che per molti rappresenta l’arrivo delle tanto agognate vacanze, gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla piovosa Londra (dove piove incredibilmente anche quando da noi fanno 40°), sede dei giochi della trentesima olimpiade.
E potevamo, secondo voi, resistere al richiamo olimpico? Naturalmente no, sopratutto dopo aver visto la regina Elisabetta, scortata da James Bond, paracadutarsi da un elicottero nello stadio olimpico londinese e dare inizio a giochi.

Mentre siamo intenti a tifare per i nostri atleti ed a contare i successi azzurri sul medagliere (a proposito, il Tonnotto c’è rimasto davvero male per i risultati mancati nel nuoto, da specialista del delfino ci teneva molto…), abbiamo trovato il tempo di incontrare Peter, londinese doc che di mestiere fa il postino, il quale ci ha proposto uno dei classici della cucina britannica rivisitato in chiave mediterranea.

Parliamo delle famosissime Jacket Potatoes, le patate “in giacca”, che da queste parti sono tipiche quanto il pudding o il fish and chips. Si tratta di semplici patate ripiene, che vengono inizialmente unte con olio e sale e poi cotte in forno a 200° per circa un’ora e mezza. Una volta cotte si pratica un’incisione a croce sulla patate che vengono farcite a seconda dei propri gusti.

La variante consigliata da Peter è, manco a dirlo, a base di tonno (sott’olio o al naturale) cui si aggiungono mais dolce e porro o cipolla verde a fettine; il tutto viene poi amalgamato con della maionese fino ad ottenere un composto omogeneo e infine utilizzato per farcire le patate. Si completa con una abbondante spolverata di pepe nero.

Certo, non sarà il tipo di pietanza che i telegiornali consigliano di consumare durante i giorni più caldi dell’anno, ma potrà sempre tornarvi utile, grazie alla sua semplicità, nelle uggiose serate autunnali quando guardando fuori dalla finestra sembrerà di stare in Inghilterra e la voglia di cucinare sarà pari a zero.

E con questo siamo giunti a dieci paesi conquistati, una performance degna di una medaglia… adesso ne mancano otto all’appello, sotto a chi tocca quindi, Il Tonnotto non teme rivali.

Il Tonnotto nel Mondo #9 – Messico

El Tonnotto in Mexico

Il Messico è una terra affascinante, dove tante culture tra loro molto differenti si sono fuse in passato, non senza difficoltà e trambusti… una terra di misteri, popolata da civiltà che ancora non hanno finito di stupirci e di rivelarci suggestioni sempre nuove.
Maya, Toltechi, Aztechi… società complesse e sanguinarie, ma allo stesso tempo raffinate e capaci di tramandarci un grande sapere attraverso il loro ingegno architettonico, ci guardano dall’alto delle loro piramidi pronti per invitarci a una estenuante partita a Tlachtli.
Il Messico è un paese contraddittorio, dal territorio variegato, dove i deserti si alternano alle foreste tropicali e diviso tra i cristallini e impetuosi mari dei Caraibi e l’immensa distesa dell’oceano Pacifico.

Quando pensiamo al Messico ci vengono in mente i placidi peones che sonnecchiano sotto i loro sombreri, i conquistadores spagnoli e le loro navi zeppe d’oro e cannoni, i popoli precolombiani e i loro riti misteriosi e le recenti e suggestive leggende sulle quotidiane visite di dischi volanti e oggetti non identificati.

In un universo così variegato potrebbe esserci spazio anche per il Tonnotto? Certamente!
E infatti il buon Celso, che ha vissuto per parecchi anni a Guadalajara dove ha intrapreso la nobile arte della cucina, portando avanti ben più di un ristorante, dal Messico ci ha portato diverse ricette, una delle quali annovera tra gli ingredienti, oltre al tonno, la pietra miliare della cucina messicana… qualcosa per cui Terence Hill era anche disposto ad uccidere: il succulento fagiolo rosso che tutti conosciamo.

La tradizione messicana dei frijoles con atún è semplice quanto sfiziosa: si prende una scatoletta di tonno sott’olio e la si fa sgocciolare, ma non completamente, si sbriciola il tonno in morbidi pezzetti e li si mischia, in una terrina di coccio, assieme ai fagioli, alla polpa di olive (sarebbero perfette quelle taggiasche), capperi, una spruzzata di immancabile peperoncino, un filo d’olio extravergine di oliva e un velo di profumatissimo di origano.

La soddisfazione è garantita, Celso ha preparato questo piatto per noi ed è veramente da leccarsi i baffi, semplice e colorato.
Purtroppo, non abbiamo avuto modo di goderci una siesta come si fa da queste parti, conquistato anche il Messico, siamo subito ripartiti alla volta nuove avventure.

E poi si sa che chi dorme non piglia pesci, figuratevi tonni.

Il Tonnotto nel Mondo #8 – Australia

Tonnotto in Australia

«Guarda non ne posso più, quasi quasi mollo tutto e me ne vado in Australia…tanto li di lavoro ce n’é in abbondanza, si vive bene, il clima è ottimo e hanno persino il mare…»

Questa è una di quelle frasi che molte persone, me compreso, dicono ciclicamente, ogni qualvolta la routine quotidiana diventa insostenibile o ci si scontra con i mille problemi del nostro paese e si arriva al punto di dire basta. Poi, naturalmente, sono pochissimi quelli che trovano realmente il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle e cambiare radicalmente la propria vita con i pro e i contro che ne conseguono. Al di la di tutto, però, è quantomeno consolante aggrapparsi al pensiero che ciascuno di noi, almeno potenzialmente e se solo volesse, potrebbe partire in cerca di fortuna con destinazione emisfero australe (oltre all’Australia è anche parecchio gettonata la soluzione “mi apro un bar sulla spiaggia nei Caraibi”, ma questa è un’altra storia…).

L’idea di festeggiare il Natale facendo surf nell’Oceano Indiano con indosso una barba finta e un cappellino rosso è indubbiamente affascinante, e anche Canguri e Koala sono animali simpatici, ma una domanda sorge spontanea a questo punto: «ma in Australia come si mangia?».

Per rispondere ci viene in aiuto, direttamente da Adelaide, Peter, il quale ci spiega come risulti difficile parlare di una vera e propria cucina australiana, in quanto nel corso dei secoli numerosi sono stati gli immigrati che hanno portato con sé le proprie abitudini culinarie. Si è andata quindi via via definendo una cucina semplice e leggera ma caratterizzata da numerosi influssi, da quello mediterraneo fino all’asiatico. Anche il tonno non fa eccezione sotto questo punto vista ed esistono perciò tantissimi modi di cucinarlo. Peter però ne ha scelto uno in particolare da raccontarci, probabilmente il più creativo. Qui si chiamano “wrap”, che in inglese vuol dire “avvolgere”, ma non sono tanto diverse dalle piadine nostrane: sottili e soffici vengono arrotolate non prime di essere state farcite nei modi più disparati. Lui ce ne consiglia tre tipi diversi, tutti rigorosamente a base di tonno sott’olio.

Nel primo, il più classico, il condimento si ottiene mischiando al tonno, opportunamente sgocciolato, mais dolce, maionese e prezzemolo fresco in modo da ottenere una crema che verrà successivamente spalmata sul pane.

La seconda ricetta invece, di origine decisamente mediterranea, prevede la presenza di filetti di tonno insieme con spinaci crudi, pomodorini, olive verdi e uova sode; in questo caso il condimento verrà posizionato sul pane facendo attenzione a mettere prima le foglie di spinaci, all’interno delle quali andare a poi ad adagiare gli altri ingredienti così da tenerli insieme più facilmente prima di arrotolora il tutto.

L’ultimo consiglio, dal sapore vagamente asiatico, si prepara combinando insieme al tonno, questa volta al naturale, la polpa di un avocado, carote grattugiate, cetrioli freschi tagliati sottili, lattuga e un po’ di maionese. Qui il consiglio, una volta avvolto il composto all’interno del pane, è di tagliare il wrap in sei parti in modo da ottenere dei rotoli. La perfetta idea per un antipasto originale ma al tempo stesso saporito.

Questa puntata è stata davvero ricca di spunti culinari e non solo; siamo certi che Mr. Crocodile Dundee sarebbe stato fiero di noi e del ritratto gastronomico della terra canguri che vi abbiamo offerto. Inoltre, grazie al nostro amico australiano, l’iniziativa del Tonnotto è riuscita a toccare tutti e cinque i continenti, per noi si stratta di un grande risultato ma non abbiamo intenzione di fermarci qui; perciò continuate a seguirci e state sicuri che il bello deve ancora venire…

Il Tonnotto nel Mondo #7 – Cambogia

Il Tonnotto in Cambogia

La Cambogia è un piccolo stato del sud-est asiatico, compreso tra la Thailandia e il Vietnam. Qui si pratica il Buddhismo, in particolare la dottrina Theravada, e si parla lo khmer, una lingua figurata in cui, talvolta, più che con le parole ci si esprime attraverso concetti: è per questo che non esistendo il termine aeroporto si parla del “terreno spianato delle barche volanti” o ci si riferisce al latte come al “liquido che esce dalle mucche”.

In Cambogia abitudini e tradizioni sono molto distanti da quelle nostre, al punto che uno dei piatti più popolari della penisola Indocinese è la frittura di tarantole… pare sia una squisitezza se fritta in olio bollente e ricoperta di zucchero e aglio.

«Ma non pensiate che mangiamo soltanto questo!» ci tiene a sottolineare Savuth, che è originario di Sisophon ma risiede in Italia oramai da parecchi anni «la nostra tradizione culinaria è anzi abbastanza varia e molto salutare: si basa su riso, pesce e frutta fresca».

«Ah si, naturalmente anche il tonno sott’olio fa parte della nostra dieta»

E per dimostrarci che dice davvero ci presenta la ricetta del pinzimonio alla cambogiana. Si parte sgocciolando il tonno e sistemandolo in una casseruola poi, armati di pazienza e di un batticarne, lo si pesta per ottenere un composto omogeneo. A parte si affettano un paio di spicchi d’aglio che si mettono a scaldare in una padella, dove successivamente si aggiungerà il tonno e succo di limone fino a rendere il tutto liquido e ben amalgamato. Questo pinzimonio è l’ideale per intingere ortaggi quali melanzane, sedano, peperoni, finocchi, carciofi o cetrioli. Fresco e facile da preparare, si addice perfettamente alla stagione estiva e in più, non essendo a base di olio, risulta anche un condimento a basso contenuto calorico.

Grazie al contributo di Savuth il Tonnotto è riuscito a raggiungere il quarto continente, adesso ne manca soltanto uno e state sicuri che le nostra flotta non si fermerà fin quando non raggiungerà le coste dell’Oceania.

A questo punto non ci resta che porgervi il nostro più cordiale sompiah, il saluto cambogiano che consiste nel congiungere le mani inchinandosi leggermente, accompagnato da un più classico “arrivederci alla prossima puntata”.