Il Tonnotto nel Mondo #5 – Nigeria

Tonnotto in Nigeria

La tappa di oggi ci porta nel continente nero (paraponziponzipo), l’Africa selvaggia con le sue suggestioni e la sua cucina dal tocco esotico. A Lagos, città costiera e cuore pulsante della Nigeria, cosa mangeranno gli 11 milioni di abitanti? Pesce fresco che arriva direttamente dal golfo della Guinea ovviamente…

E invece no!
Abbiamo scoperto che, complice il caldo umido equatoriale, la conservazione del pesce fresco rappresenta un problema. Molto meglio farlo arrivare in tavola essiccato o lavorato.

Premier, un giovane nigeriano che si è appena lanciato nel business dell’edilizia dopo un anno di studi in Italia, ci ha dato una dritta gustosa per  una “scoppiettante” ricetta nigeriana.

Preparate un composto mettendo insieme fagioli freschi (dall’occhio o marroni sono quelli utilizzati da queste parti), pomodori, gamberi secchi, cipolle, peperoncino fresco (o altre spezie) e naturalmente tranci di tonno sott’olio. Inumidite il tutto in acqua, frullatelo insieme (ebbene sì) e poi scenograficamente steso su foglie di banano arrotolate e cotte al vapore.
Ed ecco il moi-moi: assomiglia a un tortino ma non lo è, si accompagna con un bella insalata, magari tropicale, e viene servito sulle tavole nigeriane soprattutto nei periodi di feste e ricorrenze.

Quindi se per la prossima festa di compleanno di un vostro amico o parente deciderete di cimentarvi nella preparazione del moi-moi vi facciamo sin da ora un grosso in bocca al lupo e vi preghiamo di mandarci una foto che mostri il risultato ottenuto.

E con l’Africa siamo arrivati a ben tre continenti..ce la faremo a raggiungere anche Asia e Oceania? Riusciremo a completare l’obiettivo di conquista dei 18 paesi che ci eravamo prefissi all’inizio? Uno degli stati protagonisti dei prossimi post sarà davvero Città del Vaticano?
Per rispondere a questi e ad altri interrogativi non vi resta che continuare a seguire l’itinerario del Tonnotto attorno al mondo. Alla prossima.

Il Tonnotto nel Mondo #4 – Spagna

El Tonnotto en Espana

Olè! Dopo il giro oltre oceano che ci ha portato prima in Costa Rica e poi negli Stati Uniti, l’indagine sulle abitudini culinarie del mondo riparte dal vecchio continente, facendo tappa nella nazione che Goethe definiva “il bel paese del vino e delle canzoni“.
La Spagna possiede indubbiamente una tradizione culinaria (e non solo) estremamente radicata, così per capire come collocare il nostro amato tonno abbiamo chiesto aiuto a Pedro. Lui, illustratore originario di Valencia, ci dice subito che è molto utilizzato e aggiunge: «Pensate ai tre piatti più comuni della cucina spagnola. Beh, due di essi hanno delle varianti che includono il tonno sott’olio, provate a indovinare..»

«La paella!!!»

Il grido giunge da un punto imprecisato e basta guardare come il viso di Pedro torni serissimo per capire che era l’unico che non c’entrava… (più tardi tutti i presenti negheranno di essere stati loro a pronunciare la sconsiderata parola, alcuni giureranno persino di non averla sentita).
«Ecco, quella non si può fare…esiste però una versione della tortilla e diverse tapas che si possono preparare utilizzando i tranci di tonno».
La tortilla è una frittata, solitamente a base di patate e cipolle, cucinata utilizzando poco olio e cotta molto lentamente in padelle di piccole dimensioni così da risultare spessa e morbida. L’aggiunta di tonno e prezzemolo fresco rappresenta un’originale ma altrettanto interessante variazione sul tema.

Con il termine tapas si intende invece l’antipasto iberico per eccellenza, che include un’ampia varietà di pietanze, sia calde che fredde, a base di carne, pesce o verdure. La tapa che ci viene proposta è davvero semplice da realizzare e perfettamente in tema con l’arrivo della stagione estiva. Su delle fettine di pane viene spalmato un composto ottenuto mischiando il tonno sott’olio sgocciolato con un battuto di olive nere, si completa il tutto con l’aggiunta di un pomodoro secco sott’olio e di uno stuzzicadenti per fermarlo.

E anche sta volta siamo arrivati alla fine, bisogna ammettere che c’é venuta fuori una puntata molto educativa quest’oggi: abbiamo scoperto cosa pensava Goethe della Spagna, come preparare due piatti tradizionali e che paella e tonno sott’olio resteranno, ahinoi, probabilmente sempre incompatibili.

Vi lasciamo con il solito indizio per aiutarvi a individuare il paese protagonista del prossimo appuntamento (qualcuno ha detto Africa?) e vi salutiamo citando il titolo dell’ultimo album inciso dai Ramones: ¡Adios Amigos!

Il Tonnotto nel Mondo #3 – U.S.A.

Tonnotto in the U.S.A.

Sugli Stati Uniti d’America si potrebbero dire un sacco di cose, ma noi non lo faremo. D’altronde siamo qui per parlare di tonno non certo di Abramo Lincoln, Dr. House o dei Jonas Brothers

Per nostra fortuna ci viene in soccorso la bella Heater, insegnante in una scuola elementare di Chicago, che ci propone ben due spunti culinari: una ricetta d’infanzia che lei stessa definisce “very american” e un panino di sua invenzione che ha soprannominato “The Smashing Pumpkins Sandwich” in onore del gruppo rock formatosi proprio nella città del vento.

«Quando ero piccola mia mamma preparava spesso una sua versione della casseruola di tonno» – ricorda Heater – «per prima cosa cucinava dei maccheroni al formaggio che venivano successivamente insaporiti con i filetti di tonno, riposti in casseruola e cosparsi di pan grattato prima di completare la cottura in forno». Di questo piatto, ci tiene a sottolineare la nostra amica, esiste anche una versione “veggie“, che prevede l’aggiunta di broccoli in modo da rendere tutto più salutare.

Dalla rivisitazione dei “macaroni and cheese” al “tuna panini” il passo è breve. Anche in questo caso si tratta di una ricetta originale: il pane consigliato in questo caso è la ciabatta, da farcire con tonno, cuori di carciofo sott’olio, pomodori secchi e rucola, e condire infine con un filo d’olio e succo di limone. I più temerari possono anche aggiungere una fetta di provolone per rendere il sandwich ancora più saporito.

Così termina il nostro terzo appuntamento, secondo voi siamo riusciti in qualche modo a riabilitare la cucina made in U.S.A. o resterà sempre sinonimo di “junk food“?

In attesa di scoprire cosa ne pensate noi, intanto, abbiamo già raggiunto i tre territori e puntiamo decisi verso il prossimo, un paese europeo, che contiamo di raggiungere al più presto, grazie alle inarrestabili truppe del Tonnotto..

Il Tonnotto nel Mondo #2 – Costa Rica

El Tonnotto en Costa Rica

In base gli studi condotti dal prof. Ruut Veenhoeven dell’Università di Rotterdam, il quale ha inventato il World Database of Happines, un registro realizzato a partire dall’analisi scientifica sul grado di felicità delle singole persone nei diversi paesi del mondo, la Costa Rica è il paese dove ci si gode di più la vita.
E siccome si sa che il mangiar bene è una delle più grandi gioie che ci sono concesse, quale posto migliore se non San Jose, la capitale costaricana, per la seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta del tonno nel mondo.

Matteo, italiano trapiantato nel piccolo stato centroamericano ormai da qualche anno, ci tiene però a precisare che in Costa Rica non esiste una vera e propria tradizione culinaria; prevalgono piuttosto le influenze dei paesi limitrofi, in particolar modo la cucina statunitense e quella del Nicaragua. Il tonno sott’olio però lo si mangia eccome: semplicemente accompagnato da platano maturo e riso bianco oppure utilizzato per fare una crema, insieme con avocado e succo di limone, da gustare su dei crostini di pane all’aglio.
Le idee di sicuro appaiono stuzzicanti anche se platano e avocado non sono certo alimenti comuni dalle nostre parti; siamo sicuri però che il risultato vi ripagherà dell’impegno speso nella ricerca degli ingredienti.

Dal paese della felicità è tutto, noi intanto stiamo già muovendo in nostri carrarmatini immaginari verso il prossimo obiettivo che naturalmente manteniamo top-secret; possiamo solo dirvi che resteremo da questa parte dell’Atlantico, puntando dritti verso nord.

L’avanzata del Tonnotto continua…

Il Tonnotto nel Mondo #1 – Danimarca

Den Tonnotto i Danmark

La Danimarca è una piccola penisola che si affaccia sul mare del Nord; le coste caratteristiche e le imponenti fortezze costruite per proteggerle hanno ispirato Shakespeare che qui ha ambientato il suo Amleto. In Danimarca trovare dei piatti rotti davanti casa a Capodanno è di buon auspicio; i piatti vecchi vengono infatti spaccati quel giorno e gettati davanti agli usci di amici e parenti per augurare fortuna.

A Copenaghen, a due passi dal porto, vive Thomas, web designer con la passione per la cucina fai da te.

Ci racconta che qui in Danimarca, come in tutti i paesi della Scandinavia, si fa largo uso di pesce, in particolar modo di salmone e merluzzo, ma che anche il tonno sott’olio ha il suo posto a tavola. Utilizzato in massima parte per piatti freddi, come insalate a base di uova e tonno o come ingrediente principale nella preparazione di mousse (tonno, panna, olive e capperi la più comune), in alcuni casi è la base per delle polpette, utilizzate per condire un bel piatto di pasta, magari insieme a degli asparagi (e qui molti di voi rabbrividiranno, ma si sa, il modo è bello perché è vario…).

In attesa che qualche utente temerario provi a cimentarsi con uno di questi piatti, proponendo la sua versione di “Tonnotto alla danese“, non ci resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima puntata che ci porterà nientepopodimeno che in America Centrale, al confine tra l’Oceano pacifico e il mar dei Caraibi…

Il primo territorio è stato raggiunto, ora sotto con gli altri!

Nuova rubrica: Il Tonnotto nel Mondo

Nel bel paese, si sa, il tonno sott’olio è da sempre il perfetto jolly culinario: piace a tutti, è semplice da cucinare e puoi farci mille ricette.

Che sia protagonista nell’insalata di riso o impiegato per farcire pomodorini e peperoncini, trasformato in un ambizioso polpettone o semplicemente come ripieno per un panino, ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, avrà esultato dinnanzi alla vista un vasetto di tonno all’interno di una credenza deserta, consapevole che grazie a esso è possibile risolvere qualsiasi pranzo o cena.

Amato anche dai cuochi meno esperti, al punto che la variante più semplice di pasta col tonno é anche soprannominata “pasta dello studente” ed ha salvato almeno una generazione di inetti universitari fuori sede sotto esami, il tonno sott’olio nella cucina italiana ricopre, senza dubbio, un posto di tutto riguardo.

Ma cosa accade nel resto del mondo? E quali sono le abitudini culinarie negli altri paesi?
Per scoprire come si mangia il tonno sott’olio al di fuori dei confini italiani, abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa “Il Tonnotto nel Mondo“, intervistando amici e conoscenti stranieri per farci raccontare qual è il loro rapporto con questo gustoso alimento e come sono soliti cucinarlo nei loro paesi.

Se siete italiani all’estero o incalliti viaggiatori raccontateci la vostra esperienza sulla pagina di Facebook del Tonnotto segnalando una ricetta particolare o le abitudini culinarie in cui vi siete imbattuti.

Per tutti gli altri allerta, mi raccomando: il Tonnotto va alla conquista del mondo!

Se fossimo a Risiko la nostra carta obiettivi reciterebbe: “Conquistare 18 territori presidiandoli con almeno due vasetti da 190g ciascuno“… secondo voi, ci riusciremo?