l’Isola dei Goblin

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I goblin dovrebbero fare paura, lo sa bene anche il famigerato Uomo Ragno che in un “Goblin” ha sempre avuto la sua nemesi. I “nostri” Goblin, mostri sacri del progressive rock, nati dal talento di Claudio Simonetti nei pazzi e fantasiosi anni ’70, sono anche loro maestri dell’orrore, sentimento che hanno saputo trasmettere nelle colonne sonore create per l’icona del genere Dario Argento. Ma proprio questi grandi musicisti, che dei goblin portano il nome, sanno anche intrattenere e divertire perché da sempre l’uomo cerca di stemperare ed esorcizzare le sue paure proprio dalla celebrazione del macabro e del grottesco. Feste antiche e sempre nuove come Halloween sono ancora vive e vegete per testimoniarlo. I maestri di Profondo Rosso e Suspiria suoneranno stasera a Parma al Campus Industry per rinnovare questo sodalizio tra paura, esorcismo e divertimento: un gioco mistico che vola sulle ali del progressive rock e che attrae sia le generazioni che sono cresciute con queste sonorità, sia i giovani curiosi e affascinati dalla alchimia che queste sanno generare. L’Isola d’Oro ha voluto essere presente a questo momento di arte, di spettacolo, di invenzione e di rivoluzione, ed essere partner di questo evento musicale. La concomitanza del concerto con le prossime feste natalizie rende il tutto ancora più grottesco, misterico, magico e assolutamente irrinunciabile. Seguite il flusso di energia, seguite le note, le emozioni, la paura, la musica, seguite L’Isola d’Oro in questa avventura notturna.

 

Food blogger in viaggio

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L’Isola d’Oro è lieta di annunciarvi l’usicita del libro di Ilaria Bertinelli “Food Blogger in Viaggio”, un volume del quale ci siamo subito innamorati e del quale siamo partner. Prima di lasciarvi all’introduzione della stessa autrice, Ilaria Bertinelli, vi informiamo che il libro è disponibile in tutte le librerie e sul sito della casa editrice: emmebiedizioni.it. Presto lo troverete anche su Amazon.

 

“Il viaggio genera sempre una duplice esperienza, quella dello spettatore e quella dell’ambasciatore. I miei viaggi sono inoltre segnati dalla ricerca di un cibo che vada bene anche per chi è intollerante al glutine e deve prestare attenzione al contenuto di carboidrati. Ecco allora che si prende coscienza del fatto che molti prodotti tipici italiani sono “accessibili a tutti”. Ebbene, accanto al Parmigiano Reggiano e al Prosciutto di Parma che hanno reso famosa la mia città d’origine in tutto il mondo, ho riscoperto la straordinarietà delle conserve ittiche L’Isola D’Oro, amici anche di chi deve seguire diete speciali con una qualità ed un sapore sorprendenti, proprio come le persone che con sapienza li preparano e li tramandano ogni giorno.

Il viaggio è allora l’inizio di un processo di scambio e arricchimento, di apertura alla diversità alimentare, alla fine del quale si scopre che, mettendo da parte il pregiudizio e in campo “il desiderio di imparare”, il cibo genera sempre quella sorta di piccolo miracolo che è il piacere di stare insieme a tavola.

Buon viaggio e buon appetito!”

Ilaria Bertinelli

 

Alla riscoperta del garum

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Le conserve ittiche e il consumo di pesce azzurro, tonno e sgombro hanno radici antichissime nella cultura italiana. Già i Romani prediligevano questi pesci nelle loro ricette, così come, sempre dal pesce, avevano ottenuto la loro salsa più famosa: il garum. Proprio come noi oggi utilizziamo il ketchup o la maionese, i Romani utilizzavano il garum per condire molte delle loro pietanze. Alcuni storici affermano che i Romani presero questo alimento dalla cultura Greca o Fenicia e che da esso siano derivate salse ancora oggi esistenti come la pasta di acciughe o la colatura di alici. Esistevano diversi tipi di garum a seconda della zona di provenienza, ma soprattutto a seconda della qualità dei pesci adoperati e delle spezie con le quali venivano amalgamati. Sostanzialmente il garum è composto da piccoli pesci, più altri tagliati per ottenerne dei tranci più piccoli, immersi nella salamoia assieme ad erbe aromatiche e lasciati a fermentare in grandi vasche esposte al sole. Dalla filtratura di questo composto veniva estratto un liquido denso, saporito e speziato che accompagnava primi e secondi piatti sia di pesce che di carne, oltre che piatti di verdura. La preparazione del garum doveva essere scrupolosa e l’utilizzo giusto del sale era il discrimine tra un buon prodotto e un altro di pessima qualità. Ma quando il garum era preparato a dovere, risultava avere addirittura proprietà medicamentose e antiinfiammatorie. Il garum più prelibato arrivava a costare come un delicato profumo. Le diverse qualità di garum, comunque, erano immancabili sulle tavole dei legionari, così come su quelle dei plebei, fino a quelle più raffinate di patrizi e imperatori. Oggi L’Isola d’Oro, grazie alla collaborazione con il ricercatore Giovanni Rossetti (Romano D.O.C.), che sta riscoprendo e reinterpretando il garum per il gusto contemporaneo, sta sviluppando un nuovo prodotto che porterà presto sulle tavole degli Italiani di oggi (e magari a tutti gli ex cittadini dell’impero). Il garum di Rossetti e de L’Isola d’Oro avrà probabilmente un packaging derivato dalle antiche ampolle in cui veniva conservato, così da rinnovare una tradizione millenaria di gusto, che faccia riscoprire gli antichi sapori attualizzati alle esperienze gustative di questo nuovo millennio.

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Recentemente, come dimostra questo articolo de “La Repubblica Napoli” anche a Pompei sono state fatte nuove scoperte su questo prezioso condimento antico.