Natale "di magro"?

Il Tonno, le acciughe e lo sgombro sono alimenti simbolo della cena della vigilia di Natale. Un tempo considerati cibi poveri, nutrienti e semplici, oggi sono utilizzati come ingredienti per deliziose ricette che ci accompagnano durante la cena in famiglia che precede il giorno della natività. Ma come mai le famiglie italiane prediligono il pesce durante questa solenne festività? La tradizione deriva sicuramente dalle prescrizioni alimentari che vengono dalla religione Cristiana. Già nei testi sacri esistono tali ordinamenti e discipline alimentari, ma la Chiesa medievale codificò ulteriormente queste regole, stabilendo una serie di momenti durante l’anno durante quali era doveroso astenersi dalle carni e mangiare “di magro”. Oltre al senso di sacrificio e di rinuncia legato a questa forma di “digiuno”, il precetto aveva un significato di ordine sanitario: l’eccessivo consumo di carne, spesso conservata con l’aggiunta di abbondanti spezie e cucinata con salse e sughi di ogni tipo, poteva causare seri problemi di salute come la gotta. Rinunciare alla carne in certi giorni dell’anno diventava quindi utile oltre che una forma di rispetto verso la divinità. Il pesce, valido e più sano sostituto della carne, divenne presto un alimento pregiato e amato sia per le sue qualità, che per il suo sapore e la gastronomia fece ben presto perdere il senso di rinuncia al consumo di queste ormai pregiate pietanze. Oggi sulla nostra tavola possiamo portare Tonnotto, Aliciotte e Sgombrotto, sapendo di obbedire al precetto senza rinunciare al piacere della convivialità e della buona tavola. Buona vigilia di Natale a tutti.