Riassunto del capitolo 1

 

Per chi non avesse modo di leggere il primo capitolo del fotoromanzo “Amore di Tonno”, in occasione della imminente uscita del secondo capitolo, vi proponiamo un riassunto veloce di ciò che è accaduto fino ad ora…
(potete sempre leggervi il fotoromanzo completo sulla nostra pagina Facebook)

 

 

Le vacanze del Tonnotto – Porto Recanati e il "Brodetto"

portorec

Che molte città italiane siano state fondate dagli antichi Romani si sa, ma ce ne sono alcune che possiedono ancora oggi i segni vivi della loro presenza sul territorio. E’ il caso di Porto Recanati, un comune italiano della provincia di Macerata nelle Marche, dove il dialetto (detto purtannaru) ha le sue radici nel latino parlato dai legionari Romani che giunsero in quelle zone a partire dal Trecento a.C.. Tanto che molte caratteristiche fonetiche lo rendono molto più simile al latino che al dialetto toscano.

Una cosa è sicura: quando i Romani sceglievano i luoghi da colonizzare probabilmente si lasciavano attrarre dalle bellezze naturali che li caratterizzavano. Porto Recanati, infatti, possiede una splendida costa con una conformazione molto particolare: la fascia centrale è costituita da spiagge tendenzialmente sassose e da mare scosceso con alti fondali anche a pochi metri dalla spiaggia, a differenza della limitrofa Porto Potenza Picena e di Civitanova Marche.

Se decidete di passare da quelle parti d’estate, fatelo a luglio. La seconda domenica del mese si svolge, infatti, la Festa del Mare. Quel giorno, i pescherecci della marineria portorecanatese sfilano in processione accompagnati da numerose altre imbarcazioni. Guida il corteo l’imbarcazione che viene scelta per ospitare il quadro della Madonna del soccorso. Questa tela, secondo la tradizione, fu ritrovata in una cassa all’interno della rete di un peschereccio miracolosamente salvatosi da un naufragio, ed è pertanto particolarmente cara ai pescatori.

Piatto tipico della cittadina? Il Brodetto. Ovviamente a base di pesce e semplicissimo da preparare. Basta far soffriggere la cipolla in una casseruola e aggiungere poi delle seppie precedentemente tagliate a pezzi, ricoprendole, una volta insaporite, con il brodo di pesce. Aggiungere quindi la zafferanella, un po’ di sale e di pepe, e lasciare cuocere lentamente.
In altra casseruola sistemare nel frattempo i vari pesci (precedentemente infarinati) avendo cura di lasciare per ultimi quelli più teneri. A operazione ultimata versare tutto il brodetto ottenuto con le seppie (già sistemate tra gli strati di pesce) e aggiungere, in parti uguali, acqua calda e vino bianco secco. Regolare con sale e pepe e portare a cottura a fuoco allegro per 15/18 minuti circa.
A cottura ultimata disporre delle fette di pane abbrustolito su appositi piatti, ricoprirle di pesce e versare la preparazione.

Il piatto è servito e l’acquolina in bocca già in agguato.


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Le vacanze del Tonnotto – Anzio e le Laine ceci e baccalà

anzio

Chi di voi non ha mai sentito parlare di Anzio? Impossibile. Il comune della provincia di Roma, conosciuto anticamente come Antium, infatti, è noto in tutto il mondo per essere stato teatro di una delle più celebri azioni della seconda guerra mondiale, il famoso sbarco degli alleati anglo-americani che prende il nome proprio dalla cittadina laziale.
Il 22 gennaio del 1944 gli eserciti alleati approdano in Italia: oltre centomila uomini con materiale bellico pronti a sconfiggere il nemico. I tedeschi, colti di sorpresa, cominciano a reagire solo tre giorni dopo l’inizio dell’azione militare. Nonostante ciò e nonostante l’obiettivo di una veloce conquista della vicina capitale, Roma viene liberata soltanto quattro mesi e mezzo dopo: il 4 giugno del 1944.

Ovviamente, come una qualsiasi città italiana che si rispetti, Anzio è anche una buona forchetta e per questo, se passate da là, non limitatevi a sbarcare per una toccata e fuga ma fermatevi a gustare una specialità che vi farà leccare i baffi: le laine (tipo di pasta lunga il cui nome viene dal greco antico λάγανον) ai ceci e baccalà.

Sicuramente dopo averle gustate avrete voglia di prepararle anche di ritorno a casa. Come fare?

La sera prima mettete, separatamente, i ceci e il baccalà in acqua fredda. Sgocciolateli e, dopo averli messi in una pentola, copriteli d’acqua salata. Aggiungete delle foglie d’alloro e fate cuocere il tutto. Quando l’acqua bolle abbassate la fiamma e fateli cuocere per due ore, mescolando di tanto in tanto. Una volta cotti, basta scolarli e tenerli in caldo.
Nel frattempo tagliate dei pomodori a metà, strizzateli per eliminare i semi e tagliateli a concassé.
A questo punto sgocciolate il baccalà, eliminate la pelle e tagliatelo in quattro pezzi. In una casseruola versate un po’ d’olio, aggiungete dell’aglio e il concassè di pomodori, condite con sale e pepe e fate cuocere per circa trenta minuti. Aggiungete quindi il baccalà e i ceci, mescolate e lasciate insaporire.
Dopo avere scolato le laine al dente mescolate col condimento e spolverizzate con il prezzemolo tritato.

Il piatto è servito e la nostalgia delle vacanze passata.


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Le vacanze del Tonnotto – Tropea e il pesce spada con cipolle rosse in agrodolce

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Andare in Calabria e non passare qualche giorno a Tropea sarebbe un delitto.
Famosa località balneare a sud-ovest di Vibo Valentia e a nord di Capo Vaticano, la leggenda vuole che Ercole, al ritorno dalla Spagna, si sia fermato sulla Costa degli Dei e abbia fondato proprio Tropea.

Tra i più piccoli comuni italiani per superficie territoriale, occupa infatti il 7805° posto, Tropea ha una morfologia molto particolare che fa sì che sia divisa in due parti: la parte superiore, dove si trova la maggior parte degli abitanti e dove si svolge quindi la vita quotidiana, e la parte inferiore, detta “La Marina”, che si trova a ridosso del mare e del porto.

Fra gli eventi da annoverare senza dubbio non possiamo dimenticare la sagra del pesce azzurro e della ormai arcinota cipolla rossa di Tropea, alla quale tra l’altro è stato attribuito il marchio di qualità.

Non a caso un piatto tipico della zona è il pesce spada con cipolle rosse in agrodolce. Come prepararlo? Semplicissimo. Lavate il pesce e mettetelo a riposare in un colino. Nel frattempo fate una miscela con 250 ml di acqua, 2 cucchiai di aceto di vino bianco e un cucchiaino di zucchero. Pulite quindi le cipolle, tagliatele a spicchi e fatele rosolare a fiamma vivace in una padella con dell’olio. Aggiungete la miscela preparata prima, un pizzico di sale e fate cuocere il tutto con coperchio a fiamma media per 15 minuti circa.
Prendete un’altra padella antiaderente, mettete dell’olio e degli spicchi di aglio spellati e schiacciati con i denti della forchetta. Fatelo rosolare finché non sarà dorato, quindi rimuovetelo e mettete a cuocere il pesce spada secondo gusto personale. Una volta pronto, servire con le cipolle, un po’ di pepe e una manciata di origano.
Un buon vino bianco e la cena è servita.


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