Le vacanze del Tonnotto – Favignana e la bottarga di tonno

favignana

Stiamo parlando di Favignana, isola principale dell’arcipelago delle Egadi, che prende il nome dal Favonio, un vento caldo e secco che soffia da ponente più noto con il suo nome greco, cioè Zefiro. Qui, per quanto riguarda le spiagge, vi è l’autentico imbarazzo della scelta tra scogliere selvagge, splendide calette nascoste e lidi suggestivi, tutte bagnate da acque azzurre e limpidissime.bottarga

Tuttavia, oltre al massiccio flusso turistico che affolla l’isola durante i periodi estivi, Favignana è famosa per l’antica tradizione della pesca al tonno che affonda le sue radici nel periodo di dominazione araba, la cosiddetta mattanza. Questa pratica, che oggi non viene più portata avanti a causa del numero sempre minore di tonni pescati, veniva svolta nel mese di maggio e per la sua natura spettacolare, per quanto cruenta, attirava ogni anno centinaia tra turisti e curiosi.Tra i numerosi prodotti derivanti dalla lavorazione del tonno rosso, che da queste parti rappresentano gli elementi essenziali della tradizione culinaria, la bottarga è senza dubbio quello più pregiatoSi tratta di uova salate ed essiccate secondo procedimenti dal caratteristico colore rosa scuro. Numerose sono le specialità che si possono preparare con questa delizia, tra queste una delle più famose è senza dubbio quella degli spaghetti alla bottarga, la cui ricetta è davvero semplicissima. Si comincia soffriggendo in una padella un paio di spicchi d’aglio con abbondante olio, mentre si lessano gli spaghetti i quali, una volta al dente, vengono fatti saltare in padella aggiungendo la bottarga grattugiata e abbondante prezzemolo tritato.

 

 

 


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Le vacanze del Tonnotto – Gallipoli e la scapece Gallipolina

gallipoli

Tra le numerosissime località marittime che hanno contribuito negli ultimi anni a rendere il Salento una delle mete turistiche più ambite, sia a nel panorama nazionale che internazionale, Gallopoli merita sicuramente una menzione a parte.

scapeceSituata lungo la costa occidentale della penisola salentina, quasi alla punta del tacco dello Stivale, la città si protende su uno degli scorci più suggestivi del mar Ionio. Gallipoli è famosa, oltre che per le spiagge, anche per il suggestivo centro storico, ricco di bellissime chiese e palazzi storici, che si trova situato su un’isola calcarea e collegato alla terraferma attraverso un ponte ad archi di origine seicentesca. Qui restano vivide le testimonianze di un passato antico che ha inizio con la Civiltà Greca per arrivare fino al Regno delle due Sicilie.

In posti come questo anche le tradizioni culinarie ricoprono un ruolo di grande importanza, e vengono tramandate nei secoli fino a diventare parte della storia del luogo. E’ il caso della scapece gallipolina, un piatto che affonda le sue origini molti secoli addietro quando Gallipoli era costretta a subire gli assedi da parte delle potenze mediterranee. Durante tali attacchi, infatti, era impossibile praticare le pesca per lunghi periodi e si rendeva necessario rifornirsi di cibo in grado di conservarsi nel tempo.

 

 

 

 

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Le vacanze del Tonnotto – Salina e i Calamaretti alla Malvasia

salina

L’Isola di Salina, una delle sette perle che compongono l’arcipelago delle Eolie, è senza dubbio tra le località turistiche più gettonate della Sicilia. Perfetto connubio tra natura incontaminata e divertimento notturno, Salina è famosa sopratutto per il mare cristallino che la circonda.

calamriE’ infatti risultata al primo posto nella classifica delle località balneari a 5 vele stilata nel 2012 da Legambeiente; il riconoscimento nato con l’intento di premiare i posti in grado di coniugare l’offerta turistica con il rispetto dell’ambiente. Il comune siciliano ha ottenuto, nell’anno appena trascorso, la massima posizione per il costante impegno nella cura del territorio e per aver intrapreso politiche energetiche efficaci rivolte sia agli abitanti che ai turisti.

Salina è inoltre caratterizzata da una particolarissima architettura tradizionale, come testimoniato dai numerosi esempi di casa eoliana, estremamente diffusi sull’isola. Qui, adagiati una sdraio sotto il bagghiu, presente in ogni abitazione, è possibile ammirare un tramonto sul mare mozzafiato mentre si gusta un buon bicchiere di Malvasia delle Lipari, il dolcissimo vino liquoroso che si produce da queste parti.

 

 

 

 

 


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Le vacanze del Tonnotto – Furore e i Totani e Patate

furore

In provincia di Salerno, incuneato tra le rive scoscese di un fiordo, nasce Furore: un paese invisibile, completamente mimetizzato nella natura, che spunta dal promontorio come se ne fosse la naturale estensione.

Le case sono aggrappate alle due sponde di un canyon che affaccia direttamente sul mare, poste a difesa del territorio retrostante immerso negli ulivi, nei vigneti a terrazza, tra i pergolati di limoni e le ampie foglie di agave.
Questo mazzo di case arroccate è impreziosito da chiese decorate con piccole cupole maiolicate e arricchito dai due mulini, dalle fabbriche di carta che ancora sopravvivono e che venivano messe in opera dall’acqua che scende dal monte e che ha scavato il paesaggio nei millenni antecedenti.

calamariIn fondo, un arenile che si incunea nella roccia, costituisce l’approdo per le barche dei pescatori, dei quali sopravvivono ancora i monazzeni: vecchi depositi per gli attrezzi.
L’incredibile tavolozza di colori costituita dai fiori selvatici, dalla macchia mediterranea che contrastano con i muri sbrecciati delle case e l’aspra scogliera, i riflessi del mare e le barche dei pescatori, rende questo posto unico e magico, come se fosse perso nel tempo e sospeso nello spazio.
Questo luogo dove mare e campagna si fondono ha una ricca tradizione enogastronomica data dai tanti prodotti coltivati nell’entroterra (tra cui spiccano il pomodorino detto piennolo e il vino prodotto direttamente dalle vigne arroccate sul mare), e dalla pesca che qui è ancora copiosa. Il piatto tipico del borgo è senz’altro totani e patate, preparato con totani, olive, capperi dissalati, pangrattato e parmigiano mescolati e ben amalgamati in una terrina e fatti passare in forno a 200 gradi per 30 minuti.

 

 

 

 


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