Le vacanze del Tonnotto – Tellaro e il Polpo alla Tellarese

tellaro

Tellaro è un’incantevole perla fissata nella magnifica corona del Golfo dei Poeti in provincia di La Spezia.
Piccolissimo borgo di pescatori, arroccato su una scogliera a picco sul mare e raggiungibile via terra da un’unica strada, nel corso del tempo ha affascinato letterati e poeti che qui sono venuti a passare le loro serene e quiete villeggiature.

La costa è disseminata di calette e insenature perfette per farsi un bagno o per andare a pesca, mentre il borgo offre piacevoli passeggiate tra le vie strette di case coloratissime e inondate dai profumi della buona cucina e della macchia mediterranea di pini e ulivi che circonda e abbraccia Tellaro.

Famosa è la sagra del polpo che si svolge la seconda domenica d’agosto e che deve le sue origini a una leggenda, secondo la quale, un polpo gigante salvò il borgo dai pirati saraceni suonando le campane della chiesa che si affaccia sul mare.
Tra le molte ricette della tradizione ricordiamo appunto quelle legate al polpo.
Due sono i modi con cui solitamente viene consumato da queste parti: nella versione classica “alla tellarese”, ossia lessato con patate e condito con olio di Tellaro, olive snocciolate, un trito di aglio e prezzemolo, sale, pepe e succo di limone e nella variante cosiddetta “all’inferno”, cioè stufato con foglie di alloro, maggiorana, peperoncino, pomodoro e una spruzzata di vino bianco.


View Larger Map

Le Spiagge del Tonnotto – La spiaggia dei Conigli

Concludiamo, con quest’ultimo appuntamento, la rubrica che per dieci settimane ci ha portato in giro per il mondo alla scoperta delle spiagge più suggestive e delle mete ideali da tenere a mente in caso di fuga e inizio di una nuova vita. E lo facciamo tornando nel luogo da dove eravamo partiti: quell’Isola d’Oro, patria del Tonnotto, altresì conosciuta come Sicilia. Qui di luoghi incantevoli c’è l’imbarazzo della scelta, tra i visitatissimi arcipelaghi e le coste estremamente varie che si estendono da nord a sud, da oriente a occidente.

In mezzo a tutte queste ricchezze abbiamo scelto una spiaggia in particolare, che per bellezza e natura incontaminata, non ha nulla da invidiare alle migliori del mondo che vi abbiamo descritto nelle puntate precedenti.

Stiamo parlando della meravigliosa Spiaggia dei Conigli, situata sulla costa sud-occidentale di Lampedusa, e che dista pochissimi metri dall’Isola di Conigli, da cui prende il nome.

Si tratta di un isolotto di esigue dimensioni che sorge al centro di un’ampia baia, abitato esclusivamente da gabbiani reali, che qui nidificano, e da una particolare specie di lucertola che vive unicamente sugli scogli.

Riguardo alla particolare origine del nome, esistono diverse teorie. Secondo alcuni esso deriverebbe da un’errata traduzione dall’inglese. Nel 1824, infatti, in una delle carte nautiche in possesso dell’ammiraglio britannico Smith l’isola era indicata come “Rabit Island”. La somiglianza di tale nome con il termine “rabbit” avrebbe determinato l’impropria traduzione in Isola dei Conigli. In realtà, la parola “rabit” deriverebbe più verosimilmente dall’arabo e si può tradurre in “legame” o “collegamento”, chiaro riferimento al sottilissimo istmo sabbioso che in passato si è formato tra l’isolotto e la costa lampedusana. Altri invece attribuiscono tale denominazione alla presenza di una colonia conigli, la quale si sarebbe spostata sull’isola durante una delle ricorrenti formazioni del collegamento con la terra ferma, per poi restare intrappolati una volta risalito il livello delle acque. La massiccia presenza di conigli, della quale oggi non resta traccia, avrebbe pertanto spinto a far battezzare il luogo “Isola dei Conigli”.

Leggende a parte, la spiaggia dei Conigli è senza ombra di dubbio uno dei posti più belli del Mediterraneo.

Qui la sabbia bianca e finissima, le acque cristalline e la natura selvaggia contribuiscono a formare un paesaggio davvero incredibile. Tutta la zona fa parte della Riserva Naturale Orientata isola di Lampedusa, protetta da Legambiente, ma è tuttavia praticabile; per raggiungerla occorre percorrere il sentiero che porta alla baia, accessibile soltanto a piedi.

La spiaggia dei Conigli è inoltre famosa in quanto viene scelta dalle tartarughe Caretta Caretta, specie in via d’estinzione, che qui ogni anno vi depongono le uova. Nei mesi estivi (tra luglio e settembre) è possibile assistere alla schiusa delle uova, che avviene generalmente di notte, a seguito della quale i piccoli di testuggine riemergono dalla sabbia e si dirigono subito verso il mare. Uno spettacolo unico nel suo genere, che contribuisce ad aumentare il fascino di una delle località più caratteristiche del pianeta, per ammirare il quale non è necessario un volo intercontinentale, basta recarsi sull’Isola d’Oro..

Le Spiagge del Tonnotto – Zante

Quando si parla della penisola ellenica, e delle innumerevoli bellezze che la contraddistinguono, non si può evitare di far riferimento alla Grecia Antica e ai suoi influssi che, ora storici ora mitologici, hanno contribuito nel tempo a caratterizzare univocamente questi luoghi.

La Grecia, infatti, è probabilmente l’unica nazione al mondo dove il fascino e l’incanto delle località turistiche è merito tanto delle spiagge cristalline che si affacciano sui mari Egeo e Ionio, che dell’enorme patrimonio storico-artistico lasciato in eredità dalla civiltà classica che su queste coste è nata oltre duemila anni fa.

Da questo punto di vista non fa eccezione Zante, o Zacinto dal suo nome greco Ζάκυνθος, una delle sette isole maggiori dell’arcipelago delle Ionie, situate nell’omonimo mare, di fronte alle coste del Peloponneso.

La sua storia parte infatti nel IX secolo a.c. per arrivare sino ai giorni nostri. Citata da Omero nell’Iliade e nell’Odissea, fu al fianco di Atene durante la guerra del Peloponneso contro gli Spartani per poi subire i domini degli imperi macedone e romano prima di diventare la prima democrazia indipendente dell’Ellade.
L’Isola cadde inoltre sotto il controllo della Repubblica di Venezia, che la conquistò nel 1485, e vi restò annessa fino al 1797. Proprio qui, nel 1778, nacque il poeta Ugo Foscolo, il quale dedicò alla patria natia A Zacinto, uno dei suoi sonetti più famosi.

Zante non è tuttavia soltanto storia e tradizioni passate ma anche, e soprattutto, una delle mete turistiche più gettonate dell’intera Grecia e accoglie ogni anno migliaia di visitatori.

Essa rappresenta il perfetto connubio tra le bellezze naturalistiche, come il parco nazionale marino, Capo Skinari o le Grotte di Keri, e la vita mondana che da queste parti scorre senza sosta ogni notte tra locali notturni e luci al neon.

Anche le spiagge sono per tutti i gusti poiché ce ne sono di ultra attrezzate ma anche di selvagge e incontaminate, tutte però caratterizzate da sabbia bianchissima e bagnate da acque cristalline.

La più bella resta però senza dubbio la Spiaggia del Navagio (conosciuta in italiano con in nome di Spiaggia del Naufragio o Spiaggia del Relitto), una meravigliosa baia raggiungibile soltanto via mare che deve il nome al relitto mercantile arenato tra i ciottoli bianchi il quale ha contribuito a rendere questo posto uno dei più pittoreschi della Grecia, oltre che una delle spiagge in assoluto più fotografate del Mar Mediterraneo.

Situata nella costa nord-occidentale dell’isola è un luogo davvero unico: le pareti a strapiombo sembrano volerla nascondere fino all’ultimo istante così da lasciare a bocca aperta chiunque si trovi davanti a questo scenario da sogno. Qui la presenza delle numerose sorgenti sulfuree contribuisce a conferire alle acque una tonalità cangiante che varia dall’azzurro chiaro fino al blu elettrico più intenso.

Ammirandola si capisce come mai Foscolo soffrì per tutta la vita il distacco dalla patria da cui fu costretto ad allontanarsi fin da giovane, da quella Zacinto che si specchia nelle stesse acque da cui nacque la dea Afrodite e che furono navigate da Ulisse. Scusate se è poco.

Le Spiagge del Tonnotto – Harbour Island

Provate a fare un elenco delle spiagge più belle del mondo; vi accorgerete subito che è impossibile non includere le Bahamas. Il problema a questo punto però diventa un altro, e cioè: quale scegliere? Già perché lo stato caraibico conta più di 700 tra isole e isolette, tutte peraltro meravigliose.

Alla fine la nostra scelta è caduta su Harbour Island, vera e propria perla dell’arcipelago centroamericano, ma possiamo assicurarvi che non è stato per nulla facile.

Harbour Island, letteralmente l’Isola del porto, è situata a largo della più grande isola Eleuthera, che in greco vuol dire Libertà. Capitale delle Bahamas prima ancora dell’odierna Nassau, è caratterizzata dallo stile vittoriano come testimoniano le abitazioni che sorgono a Dunmore Town, il grande centro abitato dell’isola.

Qui la cosa più bella è rappresentata dalla spiaggia di sabbia rosa lunga quasi 5 chilometri, vero e proprio gioiello del posto, che deve la caratteristica tonalità ai frammenti di corallo e conchiglie presenti in essa.

Le acque calme e cristalline fanno da sfondo a questo paradiso tropicale all’interno del quale la natura regna incontaminata al punto che sulla spiaggia crescono spontanee numerose orchidee.

Questo incantevole luogo conserva però vivo il ricordo di una delle più gravi catastrofi naturali degli ultimi decenni. Era infatti il 1992 quando l’uragano Andrew si abbatteva proprio sull’arcipelago caraibico prima di raggiungere le coste delle Florida e infine la Louisiana, causando complessivamente 65 vittime. Oggi, dopo vent’anni, ad Harbour Island rimane ancora una tronco di mandorlo a testa in giù conficcato nel bel mezzo della splendida spiaggia dal colore rosa. A causa della sua particolarità, l’albero è finito per diventare il simbolo di questo luogo, ed è ancora oggi uno dei protagonisti principali nelle foto scattate quotidianamente dai visitatori che giungono da tutto il mondo per ammirare questa meraviglia unica nel suo genere.

E voi, avete mai visto una spiaggia rosa, un tramonto sul mare a specchio dei Caraibi o una mandorlo a testa in giù nella sabbia?