Il Tonnotto nel Mondo #8 – Australia

Tonnotto in Australia

«Guarda non ne posso più, quasi quasi mollo tutto e me ne vado in Australia…tanto li di lavoro ce n’é in abbondanza, si vive bene, il clima è ottimo e hanno persino il mare…»

Questa è una di quelle frasi che molte persone, me compreso, dicono ciclicamente, ogni qualvolta la routine quotidiana diventa insostenibile o ci si scontra con i mille problemi del nostro paese e si arriva al punto di dire basta. Poi, naturalmente, sono pochissimi quelli che trovano realmente il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle e cambiare radicalmente la propria vita con i pro e i contro che ne conseguono. Al di la di tutto, però, è quantomeno consolante aggrapparsi al pensiero che ciascuno di noi, almeno potenzialmente e se solo volesse, potrebbe partire in cerca di fortuna con destinazione emisfero australe (oltre all’Australia è anche parecchio gettonata la soluzione “mi apro un bar sulla spiaggia nei Caraibi”, ma questa è un’altra storia…).

L’idea di festeggiare il Natale facendo surf nell’Oceano Indiano con indosso una barba finta e un cappellino rosso è indubbiamente affascinante, e anche Canguri e Koala sono animali simpatici, ma una domanda sorge spontanea a questo punto: «ma in Australia come si mangia?».

Per rispondere ci viene in aiuto, direttamente da Adelaide, Peter, il quale ci spiega come risulti difficile parlare di una vera e propria cucina australiana, in quanto nel corso dei secoli numerosi sono stati gli immigrati che hanno portato con sé le proprie abitudini culinarie. Si è andata quindi via via definendo una cucina semplice e leggera ma caratterizzata da numerosi influssi, da quello mediterraneo fino all’asiatico. Anche il tonno non fa eccezione sotto questo punto vista ed esistono perciò tantissimi modi di cucinarlo. Peter però ne ha scelto uno in particolare da raccontarci, probabilmente il più creativo. Qui si chiamano “wrap”, che in inglese vuol dire “avvolgere”, ma non sono tanto diverse dalle piadine nostrane: sottili e soffici vengono arrotolate non prime di essere state farcite nei modi più disparati. Lui ce ne consiglia tre tipi diversi, tutti rigorosamente a base di tonno sott’olio.

Nel primo, il più classico, il condimento si ottiene mischiando al tonno, opportunamente sgocciolato, mais dolce, maionese e prezzemolo fresco in modo da ottenere una crema che verrà successivamente spalmata sul pane.

La seconda ricetta invece, di origine decisamente mediterranea, prevede la presenza di filetti di tonno insieme con spinaci crudi, pomodorini, olive verdi e uova sode; in questo caso il condimento verrà posizionato sul pane facendo attenzione a mettere prima le foglie di spinaci, all’interno delle quali andare a poi ad adagiare gli altri ingredienti così da tenerli insieme più facilmente prima di arrotolora il tutto.

L’ultimo consiglio, dal sapore vagamente asiatico, si prepara combinando insieme al tonno, questa volta al naturale, la polpa di un avocado, carote grattugiate, cetrioli freschi tagliati sottili, lattuga e un po’ di maionese. Qui il consiglio, una volta avvolto il composto all’interno del pane, è di tagliare il wrap in sei parti in modo da ottenere dei rotoli. La perfetta idea per un antipasto originale ma al tempo stesso saporito.

Questa puntata è stata davvero ricca di spunti culinari e non solo; siamo certi che Mr. Crocodile Dundee sarebbe stato fiero di noi e del ritratto gastronomico della terra canguri che vi abbiamo offerto. Inoltre, grazie al nostro amico australiano, l’iniziativa del Tonnotto è riuscita a toccare tutti e cinque i continenti, per noi si stratta di un grande risultato ma non abbiamo intenzione di fermarci qui; perciò continuate a seguirci e state sicuri che il bello deve ancora venire…

Il Tonnotto nel Mondo #7 – Cambogia

Il Tonnotto in Cambogia

La Cambogia è un piccolo stato del sud-est asiatico, compreso tra la Thailandia e il Vietnam. Qui si pratica il Buddhismo, in particolare la dottrina Theravada, e si parla lo khmer, una lingua figurata in cui, talvolta, più che con le parole ci si esprime attraverso concetti: è per questo che non esistendo il termine aeroporto si parla del “terreno spianato delle barche volanti” o ci si riferisce al latte come al “liquido che esce dalle mucche”.

In Cambogia abitudini e tradizioni sono molto distanti da quelle nostre, al punto che uno dei piatti più popolari della penisola Indocinese è la frittura di tarantole… pare sia una squisitezza se fritta in olio bollente e ricoperta di zucchero e aglio.

«Ma non pensiate che mangiamo soltanto questo!» ci tiene a sottolineare Savuth, che è originario di Sisophon ma risiede in Italia oramai da parecchi anni «la nostra tradizione culinaria è anzi abbastanza varia e molto salutare: si basa su riso, pesce e frutta fresca».

«Ah si, naturalmente anche il tonno sott’olio fa parte della nostra dieta»

E per dimostrarci che dice davvero ci presenta la ricetta del pinzimonio alla cambogiana. Si parte sgocciolando il tonno e sistemandolo in una casseruola poi, armati di pazienza e di un batticarne, lo si pesta per ottenere un composto omogeneo. A parte si affettano un paio di spicchi d’aglio che si mettono a scaldare in una padella, dove successivamente si aggiungerà il tonno e succo di limone fino a rendere il tutto liquido e ben amalgamato. Questo pinzimonio è l’ideale per intingere ortaggi quali melanzane, sedano, peperoni, finocchi, carciofi o cetrioli. Fresco e facile da preparare, si addice perfettamente alla stagione estiva e in più, non essendo a base di olio, risulta anche un condimento a basso contenuto calorico.

Grazie al contributo di Savuth il Tonnotto è riuscito a raggiungere il quarto continente, adesso ne manca soltanto uno e state sicuri che le nostra flotta non si fermerà fin quando non raggiungerà le coste dell’Oceania.

A questo punto non ci resta che porgervi il nostro più cordiale sompiah, il saluto cambogiano che consiste nel congiungere le mani inchinandosi leggermente, accompagnato da un più classico “arrivederci alla prossima puntata”.

Il Tonnotto nel Mondo #6 – Canada

Le Tonnotto au Canada

Canada, Brasile, Italia, Olanda… il mondo gira ma anche Victor non scherza; lo fa e lo ha fatto per studiare e lavorare. Chi meglio di lui sa cosa vuol dire tornare a casa e trovare il frigorifero desolatamente vuoto. Quest’anno però ci sono state grandi novità per lui, si è finalmente stabilito ad Amsterdam e si è fidanzato (auguri!) con una ragazza della Turchia, Selen.

Ci ha confessato che presto arriveranno i parenti da tutto il mondo per ufficializzare la cosa, e quando gli abbiamo domandato cosa avrebbe preparato loro da mangiare non ci ha pensato due volte a rispondere. La ricetta proposta da Victor è parecchio apprezzata nella regione francofona del Quebec (che oltre ad essere la più estesa provincia del Canada rappresenta anche uno dei più celebri territori del Risiko) e ha origini francesi. Un buon modo per salvare apparenze e gusti con un’insalata leggera e di gran classe!

Si tratta di una rivisitazione della famosa salade niçoise, o insalata nizzarda dalle nostre parti, un piatto originario del sud della Francia e in particolare di Nizza e della Costa Azzurra.

Si parte da una idea base di insalata che diventa di sicuro interesse quando fanno il loro ingresso fagiolini verdi, uova e patate nella squadra dei cotti , cipolla, capperi e pomodori in quella dei crudi e, dulcis in fundo, tonno, alici e olive dal lato dei sott’olio. Poi, si stende su un letto di lattuga una vinagrette preparata con la frusta: limone, olio, scalogno, timo, basilico, origano e senape, rifiniti a piacere con sale e pepe. Per ultima si dispone l’insalata sul composto preparato e si serve in tavola a freddo. Et voilà, è proprio il caso di dirlo.

Il Canada ora è conquistato, riuscirà Victor a conquistare la fiducia dei suoi futuri suoceri turchi con questa insalata? Noi ci auguriamo di si ma nel frattempo procediamo già diritti alla volta del prossimo obiettivo, le nostre mire espansionistiche oramai sono inarrestabili, anzi no, insaziabili!