Parma è Acciughe

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Parma è la Food Valley italiana ma la filiera delle acciughe a Parma pochi la collocano.

Ebbene sì, insieme alle 4 P di Parma-Parmigiano, Prosciutto, Pomodoro, Pasta-abbiamo a Parma, anche l’eccellenza Pesce!

Alla fine dell’800 infatti, entra nella tradizione industriale  di Parma proprio l’acciuga e in generale le conserve di pesce e vegetali. L’acciuga è meno sotto i riflettori rispetto alle produzioni tipiche della pianura ma è una filiera straordinariamente importante per prestigio e tradizione.

Tutto questo è avvenuto grazie alla perseveranza e alla passione delle persone, degli imprenditori, che dalla fine dell’800 ad oggi, hanno avuto il coraggio di superare difficoltà e pregiudizi così arricchendo il territorio di posti di lavoro e prospettive di vita. Ed è anche per questo che accanto ad un buon antipasto di salumi locali e di Parmigiano Reggiano, un’acciughina ci sta benissimo anzi, ne diventa il valore aggiunto!

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MEDITERANNEO – Un antico mare da scoprire

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Il Mediterraneo, una suggestione da scoprire e riscoprire, un mare di ricette a tracciarne le rotte, tanti sapori ed emozioni che arrivano da culture diverse e antiche civiltà.Questo DNA, unico al mondo, ricco di tradizioni, storia e piccoli mondi che girano intorno al cibo, è stato fonte di nutrimento e ispirazione per tanti popoli del pianeta.Di questa sostanza sono permeati i prodotti L’isola D’Oro, un’azienda italianissima che fa delle conserve ittiche il passato, presente e futuro del settore, preservando i segreti della lavorazione artigianale e marinara mediterranea mentre naviga a vele spiegate nell’innovazione di packaging e di prodotto.Recentemente, proprio mentre si stava sviluppando insieme al ricercatore Giovanni Rossetti una nuova idea cioè fare rivivere il GARUM -il condimento per eccellenza dei romani prima che l’olio di oliva greco si affermasse anche nei territori italici con le migrazioni via mare- abbiamo immaginato un mondo di ricette che avesse come base i prodotti L‘Isola D‘Oro già esistenti e il Garum quindi una spruzzata di novità su tonno, acciughe, sgombro, vongole, cozze grazie a questa eccellenza dal passato.Come protagonisti di questa avventura, abbiamo pensato ai Foodblogger, gli chef più contemporanei che tramite il web esprimono la loro verve creativa in modo fresco ed entusiasmante.La Vostra passione è la chiave per aprire il tesoro che si sprigionerà in profumi e sapori che impiatteranno la nostra storia antica raccontandola in modo gustoso.

#lisoladoro #mediterraneo #tonnotto #garum

Partendo da questi 4 # invitiamo i food blogger a creare ricette ispirate al Mediterraneo del mondo antico che abbiano il garum e almeno un altro prodotto della gamma L’Isola d’Oro come ingrediente.Ai Blogger che parteciperanno verrà inviato un campione di Garum e una fornitura di prodotti L’Isola d’Oro.
I blogger dovranno pubblicare un articolo sul loro blog, e sui loro profili social u6lizzando gli # selezionati.I post dovranno avere uno stile che richiami l’idea del Mediterraneo antico e dovranno descrivere passo passo la ricetta e l’utilizzo dei prodotti L’Isola d’Oro.
Non si tratta di una competizione, da questa iniziativa tutti i blogger usciranno vincitori, ma della riscoperta di un mondo antico, un viaggio nello spazio e nel tempo in un mare meraviglioso che è culla di civiltà, sapienza e cultura del cibo.
I blogger dovranno mandarci il materiale relativo all’articolo (foto e testi) all’indirizzo di posta elettronica …..@….. in modo che possiamo pubblicizzare le loro creazioni sui nostri social, restituendo loro visibilità.

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IL CIBO A 27.000 CHILOMETRI ALL’ORA

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Vi siete mai chiesti cosa mangi un astronauta su una stazione orbitante? O cosa desideri mangiare? O se il modo di mangiare cambi rispetto alla Terra? Ebbene sì, l’assenza di gravità e le condizioni estreme condizionano forzatamente nelle abitudini legate al cibo apprese sulla Terra. Intanto i cibi, per ridurre al massimo peso e ingombro, sono tutti precotti e disidratati; tutto è sottovuoto e monoporzionato, basta una minima quantità di ossigeno all’interno della confezione per compromettere il contenuto e renderlo immangiabili. I processi di conservazione ai quali sono sottoposti gli alimenti, li priva di gran parte delle vitamine e proteine quindi gli astronauti devono integrare la loro dieta con integratori che garantiscano il corretto apporto di tutti in nutritivi. Non solo, l’assenza di gravità priva gli astronauti del senso dell’olfatto e di gran parte del senso del gusto dunque è opportuno l’uso di salse o condimenti o erbe aromatiche che esaltino i sapori dei cibi e risveglino il desiderio di accostarsi alla tavola. Ogni astronauta ha diritto a un “bonus food”: si tratta dei propri cibi preferiti, cucinati e preparati in modo tecnologico da laboratori scelti sa ESA e ASA. Il Bonus Food da un accesso sensoriale immediato alla memoria e ricollega a sensazioni di benessere vissute in famiglia o con gli amici, emozioni estremamente importanti in una navicella spaziale. Infatti il cibo è nutrimento per il corpo – la macchina funziona grazie a proteine, vitamine e sali minerali – ma anche per l’anima e sentire i sapori o gustare gli odori (anche se in modo parziale) di casa ti rende più sereno e operativo. Ma il cibo ha anche una funzione social perché gli astronauti, scambiandosi il Bonus Food, riescono ad intessere relazioni migliori fra di loro così gestendo in modo più empatico le dinamiche di scambio di informazioni durante il loro lavoro. Nello spazio sono vietati gli alimenti che fanno briciole; infatti l’assenza di gravità le farebbe svolazzare e gli astronauti, respirandole, potrebbero soffocare o ammalarsi o potrebbero intasarsi i condotti dell’aria. Al posto del pane o dei crackers, si utilizzano le morbide tortillas sulle quali si spalmano delle basi cremose dolci o salate che faranno da collante per qualsiasi alimento venga posto sopra così da non farlo volare via! Anche i prodotti L’Isola D’Oro, alimenti gustosi, sani ed equilibrati con alto contenuto di proteine, vitamine, Sali minerali e grassi buoni mega3 sono adatti per composizioni facili, saporite,da servire agevolmente in condizioni estreme e per lunghi periodi di tempo; i muscoli e le ossa del corpo umano, sofferenti per l’assenza di gravità, beneficiano assai di questi alimenti che aiutano muscoli ed ossa a rimanere energici e reattivi.

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I SUGHI L’ISOLA D’ORO, PRIVI DI GLUTINE,SONO IDONEI ANCHE PER I CELIACI

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La celiachia o malattia celiaca è una malattia dell’apparato digerente che danneggia l’intestino tenue e interferisce con il corretto assorbimento dei nutrienti presenti negli alimenti.

Può colpire individui di tutte le età e riconosce una predisposizione genetica.

Le persone affette da celiachia sono intolleranti al glutine, una proteina contenuta nel grano, nell’orzo e nella segale e in altri cereali come il farro. Il glutine si trova principalmente negli alimenti ma se ne trovano tracce anche nei prodotti di uso comune come farmaci, integratori, cosmetici, burro cacao ecc..

Quando le persone affette da celiachia  assumono alimenti che contengono glutine, il loro sistema immunitario reagisce danneggiando o distruggendo i villi intestinali, le piccole protuberanze a forma di dito che costituiscono la mucosa intestinale. I villi, consentono l’assorbimento delle sostanze nutritive che attraversando la parete dell’intestino tenue vanno a finire nel sangue. Se i villi non funzionano bene, la persona manifesta sintomi da malnutrizione, anche se apparentemente si alimenta con regolarità.

I sintomi della celiachia sono variabili da un soggetto all’altro ma possono comprendere: gonfiore o dolore addominale, diarrea cronica, vomito, costipazione, feci pallide maleodoranti oleose, dimagrimento. In certi casi (forme atipiche) questi sintomi possono essere assenti e possono esservi sintomi extra intestinali tra cui sintomi neurologici e correlati al malassorbimento; in questi casi la diagnosi è spesso fatta in età adulta.

L’unico trattamento efficace conosciuto è una permanente dieta priva di glutine.

Disturbi simili come sintomatologia sono i cosiddetti disturbi glutine-correlati, come l’allergia al frumento e la sensibilità al glutine. La prima è una reazione allergica tipica, la seconda è simile alla malattia celiaca ma senza danni ai villi intestinali e spesso senza presenza di marcatori specifici per la celiachia nel sangue.

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2018 la nuova stagione delle Panterine

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Le “Panterine” il team di ciclismo femminile sponsorizzate dalle Aliciotte de L’Isola d’Oro, stanno crescendo: quest’anno si sono aggiunte ben sette nuove atlete, portando il numero totale della squadra a 24 elementi. Il Presidente della società, Gian Luca Andrina, commenta: “Cerchiamo di confermarci con il sogno di vestire la maglia azzurra agli Europei o ai Mondiali”. La nuova stagione 2018 è la terza della storia della società sportiva che sarà presente in tre categorie “rosa”: Donne Esordienti, Donne Allieve e Donne Juniores, novità della nuova annata sui pedali. A Capodanno è iniziato il ritiro di una settimana a Riotorto, con la rosa in sella per allenarsi in vista della nuova stagione. “Riconfermiamo – spiega il presidente Gian Luca Andrina – i tre settori di attività (strada, pista e cronometro), con il primo grande appuntamento a inizio marzo con le 3 Sere del Garda a Montichiari, mentre le Juniores debutteranno all’Internazionale di Cittiglio; inoltre, stiamo vagliando la possibilità di alcune corse all’estero”. Quindi aggiunge. “Confermando Donne Esordienti e Donne Allieve e aggiungendo le Donne Juniores completiamo la filiera giovanile femminile, un progetto che nasce dall’idea di creare l’opportunità di seguire le ragazze dalla categoria Esordienti fino alla soglia delle Elite, permettendo loro di esprimersi in serenità ed evitando il problema di cercare squadra nel proseguo del percorso giovanile. Infine conclude. “Gli obiettivi sono quelli di provare a riconfermarci dove nel 2017 abbiamo conquistato titoli. La pista e la cronometro ci hanno dato grandi soddisfazioni e non trascuriamo di certo la strada. Il sogno? Vedere una nostra atleta indossare la maglia azzurra agli Europei o ai Mondiali su strada o pista”.

 

l’Isola dei Goblin

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I goblin dovrebbero fare paura, lo sa bene anche il famigerato Uomo Ragno che in un “Goblin” ha sempre avuto la sua nemesi. I “nostri” Goblin, mostri sacri del progressive rock, nati dal talento di Claudio Simonetti nei pazzi e fantasiosi anni ’70, sono anche loro maestri dell’orrore, sentimento che hanno saputo trasmettere nelle colonne sonore create per l’icona del genere Dario Argento. Ma proprio questi grandi musicisti, che dei goblin portano il nome, sanno anche intrattenere e divertire perché da sempre l’uomo cerca di stemperare ed esorcizzare le sue paure proprio dalla celebrazione del macabro e del grottesco. Feste antiche e sempre nuove come Halloween sono ancora vive e vegete per testimoniarlo. I maestri di Profondo Rosso e Suspiria suoneranno stasera a Parma al Campus Industry per rinnovare questo sodalizio tra paura, esorcismo e divertimento: un gioco mistico che vola sulle ali del progressive rock e che attrae sia le generazioni che sono cresciute con queste sonorità, sia i giovani curiosi e affascinati dalla alchimia che queste sanno generare. L’Isola d’Oro ha voluto essere presente a questo momento di arte, di spettacolo, di invenzione e di rivoluzione, ed essere partner di questo evento musicale. La concomitanza del concerto con le prossime feste natalizie rende il tutto ancora più grottesco, misterico, magico e assolutamente irrinunciabile. Seguite il flusso di energia, seguite le note, le emozioni, la paura, la musica, seguite L’Isola d’Oro in questa avventura notturna.

 

Food blogger in viaggio

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L’Isola d’Oro è lieta di annunciarvi l’usicita del libro di Ilaria Bertinelli “Food Blogger in Viaggio”, un volume del quale ci siamo subito innamorati e del quale siamo partner. Prima di lasciarvi all’introduzione della stessa autrice, Ilaria Bertinelli, vi informiamo che il libro è disponibile in tutte le librerie e sul sito della casa editrice: emmebiedizioni.it. Presto lo troverete anche su Amazon.

 

“Il viaggio genera sempre una duplice esperienza, quella dello spettatore e quella dell’ambasciatore. I miei viaggi sono inoltre segnati dalla ricerca di un cibo che vada bene anche per chi è intollerante al glutine e deve prestare attenzione al contenuto di carboidrati. Ecco allora che si prende coscienza del fatto che molti prodotti tipici italiani sono “accessibili a tutti”. Ebbene, accanto al Parmigiano Reggiano e al Prosciutto di Parma che hanno reso famosa la mia città d’origine in tutto il mondo, ho riscoperto la straordinarietà delle conserve ittiche L’Isola D’Oro, amici anche di chi deve seguire diete speciali con una qualità ed un sapore sorprendenti, proprio come le persone che con sapienza li preparano e li tramandano ogni giorno.

Il viaggio è allora l’inizio di un processo di scambio e arricchimento, di apertura alla diversità alimentare, alla fine del quale si scopre che, mettendo da parte il pregiudizio e in campo “il desiderio di imparare”, il cibo genera sempre quella sorta di piccolo miracolo che è il piacere di stare insieme a tavola.

Buon viaggio e buon appetito!”

Ilaria Bertinelli

 

Alla riscoperta del garum

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Le conserve ittiche e il consumo di pesce azzurro, tonno e sgombro hanno radici antichissime nella cultura italiana. Già i Romani prediligevano questi pesci nelle loro ricette, così come, sempre dal pesce, avevano ottenuto la loro salsa più famosa: il garum. Proprio come noi oggi utilizziamo il ketchup o la maionese, i Romani utilizzavano il garum per condire molte delle loro pietanze. Alcuni storici affermano che i Romani presero questo alimento dalla cultura Greca o Fenicia e che da esso siano derivate salse ancora oggi esistenti come la pasta di acciughe o la colatura di alici. Esistevano diversi tipi di garum a seconda della zona di provenienza, ma soprattutto a seconda della qualità dei pesci adoperati e delle spezie con le quali venivano amalgamati. Sostanzialmente il garum è composto da piccoli pesci, più altri tagliati per ottenerne dei tranci più piccoli, immersi nella salamoia assieme ad erbe aromatiche e lasciati a fermentare in grandi vasche esposte al sole. Dalla filtratura di questo composto veniva estratto un liquido denso, saporito e speziato che accompagnava primi e secondi piatti sia di pesce che di carne, oltre che piatti di verdura. La preparazione del garum doveva essere scrupolosa e l’utilizzo giusto del sale era il discrimine tra un buon prodotto e un altro di pessima qualità. Ma quando il garum era preparato a dovere, risultava avere addirittura proprietà medicamentose e antiinfiammatorie. Il garum più prelibato arrivava a costare come un delicato profumo. Le diverse qualità di garum, comunque, erano immancabili sulle tavole dei legionari, così come su quelle dei plebei, fino a quelle più raffinate di patrizi e imperatori. Oggi L’Isola d’Oro, grazie alla collaborazione con il ricercatore Giovanni Rossetti (Romano D.O.C.), che sta riscoprendo e reinterpretando il garum per il gusto contemporaneo, sta sviluppando un nuovo prodotto che porterà presto sulle tavole degli Italiani di oggi (e magari a tutti gli ex cittadini dell’impero). Il garum di Rossetti e de L’Isola d’Oro avrà probabilmente un packaging derivato dalle antiche ampolle in cui veniva conservato, così da rinnovare una tradizione millenaria di gusto, che faccia riscoprire gli antichi sapori attualizzati alle esperienze gustative di questo nuovo millennio.

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Recentemente, come dimostra questo articolo de “La Repubblica Napoli” anche a Pompei sono state fatte nuove scoperte su questo prezioso condimento antico.

 

SPONSORSHIP VO2 – TEAM PINK

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Un team rosa nuovo e determinato, le braccia al cielo e i piedi sempre ben piantati a terra! La VO2, le panterine sostenute dalle Aliciotte e dal Tonnotto, le conserve ittiche L’Isola D’Oro che nutrono lo sport azzurro sponsorizzando con le loro proteine e omega3 i migliori risultati dal tuo corpo e dal tuo cervello,è annoverata tra le squadre più conosciute e prolifiche d’Italia per risultati ottenuti. E continuano a mietere successi e vittorie!

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DI seguito il comunicato stampa della società VO2

COMUNICATO STAMPA NUMERO 89
Ciclismo, pioggia di premiazioni per il VO2 Team Pink, protagonista di un grande 2017
Il sodalizio piacentino è stato celebrato a Nembro, Parma e Piacenza per gli ottimi risultati della stagione sui pedali
PIACENZA, 21 NOVEMBRE 2017 – Un week end lungo di premiazioni, con un susseguirsi di appuntamenti accomunati dalla celebrazione di una grande stagione ricca di soddisfazioni. E’ tempo di trofei, omaggi e applausi per il VO2 Team Pink, formazione piacentina che nel suo secondo anno di vita ha fatto incetta di successi nel 2017 sui pedali che l’ha vista protagonista in campo giovanile femminile con Donne Esordienti e Donne Allieve.
Andando in ordine cronologico, sabato a Nembro (Bergamo) le “panterine” sono state protagoniste alla cerimonia dei BiciTv Awards, con il VO2 Team Pink premiato come miglior squadra Donne Esordienti. Domenica, invece, doppio appuntamento: al mattino, a Parma il sodalizio del presidente Gian Luca Andrina è stato premiato nel corso della festa del comitato provinciale Fci con Giulia Affaticati (parmense in forza al VO2 Team Pink) celebrata per il titolo italiano Allieve nell’Inseguimento a squadre e Giulia Raimondi per il titolo regionale Donne Esordienti primo anno su strada. Poche ore dopo, la società piacentina si è ritrovata a Mucinasso (Piacenza) per il pranzo sociale al quale hanno partecipato diverse autorità tra cui il vicepresidente nazionale Federciclismo Daniela Isetti, il presidente regionale Fci Piemonte Gianni Vietri, il “collega” emiliano-romagnolo Giorgio Dattaro (con il consigliere regionale piacentino Sara Felloni) e il presidente provinciale di Piacenza della Federciclismo Giovanni Cerioni.
Infine, lunedì pomeriggio le Allieve Sofia Collinelli, Giulia Affaticati e Giada Natali sono state ricevute in Municipio a Piacenza dall’assessore comunale allo Sport Massimo Polledri per celebrare il titolo italiano in pista nell’Inseguimento a squadre insieme alle romagnole Giorgia Mosconi e Alessia Patuelli. Per loro, in dono la  maglia speciale donata dall’assessore e rappresentante la città di Piacenza.
Nella foto di Fabiano Ghilardi, la premiazione delle Esordienti del VO2 Team Pink ai BiciTv Awards a Nembro (Bergamo). Nell’immagine di Mauro Del Papa, le Allieve Sofia Collinelli, Giulia Affaticati e Giada Natali con la maglia ricevuta dall’assessore allo Sport di Piacenza Massimo Polledri. 
Ufficio stampa VO2 Team Pink

 

 

L’impronta dell’acqua

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L’acqua è un bene fondamentale per la vita sul nostro pianeta, un bene che purtroppo non è inesauribile e che per troppo tempo abbiamo dato per scontato. I cambiamenti climatici e i recenti periodi siccitosi hanno mostrato il problema in modo evidente, confermando una tendenza che gli scienziati già da tempo stavano mettendo in evidenza. Nel nostro quotidiano possiamo fare molto per risparmiare acqua ed evitare che questa preziosa risorsa venga sprecata. Tante volte ci hanno insegnato a farne un uso razionale per la nostra igiene personale, così come per la cura di prati e giardini o per la pulizia dell’automobile, ma anche a tavola possiamo incidere non poco sul consumo e sullo spreco di acqua. Per produrre gli alimenti che arrivano sulle nostre tavole, infatti, il consumo d’acqua varia sensibilmente a seconda della loro tipologia. Il calcolo dell’acqua consumata per la “fabbricazione” del cibo (la cosiddetta impronta dell’acqua o impronta idrica) è piuttosto complesso e tiene conto anche dei processi industriali per la preparazione, il confezionamento e il trasporto degli alimenti. Nel gradino più basso della piramide stanno gli ortaggi con circa 240 litri d’acqua consumati per ogni chilogrammo di alimento, mentre nel gradino più alto sta la carne bovina con 15.500 litri d’acqua consumati per ogni chilogrammo di alimento. In questo calcolo dobbiamo infatti considerare non solo l’acqua bevuta dai bovini stessi, ma ad esempio anche quella utilizzata per la produzione dei foraggi, etc. Una alimentazione responsabile, oltre che sana, dovrà tener conto delle differenze di consumo idrico tra i vari alimenti e pur consigliandovi di mantenere una dieta varia che apporti il giusto quantitativo proteico, vitaminico e delle altre sostanze nutritive, tenga conto del rispetto dell’ambiente e dell’impronta idrica dei vari alimenti. Da soli possiamo fare poco per salvare e proteggere il pianeta, ma insieme rappresentiamo una forza inarrestabile e decisiva per la tutela del mondo in cui viviamo.

 

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Fonte: Green MKTG